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Ma sei sicura che il tuo latte non sia acqua?


Una domanda singolare, se ci si pensa… perché mai la specie umana, unica fra tutti i mammiferi, dovrebbe avere una lattazione così capricciosa, con crolli repentini di produzione e latte che improvvisamente perde sostanza e si diluisce misteriosamente?
Fonte: Antonella Sagone

Eppure, è proprio quello che si sentono dire tante mamme al primo segnale, vero o presunto, di problemi nella crescita del bambino. Che si tratti di un aumento di peso ritenuto, spesso a torto, inadeguato; che si tratti di un bambino irrequieto o che chiede di poppare “troppo spesso”; che si tratti di poppate che si prolungano oltre i fatidici 10 minuti (lo “standard” per vuotare un biberon), il responso spesso è sempre un difetto nella quantità o nella qualità del latte materno. Molti allattamenti al seno così declinano per un puro e semplice errore di valutazione, che vede il problema laddove non c’è, che sospetta un bambino affamato dove c’è soltanto un bambino che vorrebbe poppare con i suoi propri ritmi, e probabilmente più a lungo e spesso di quanto gli venga “concesso”. Altre volte, esiste un oggettivo problema di allattamento, che sarebbe quasi sempre risolvibile semplicemente curando la posizione del bambino e la gestione dell’allattamento. Ma per sostenere la mamma in questo percorso occorre una conoscenza della fisiologia della lattazione e delle tecniche per aiutare mamma e bambino a fare una buona poppata, conoscenza che è spesso difficile da trovare. Leggi tutto...